Io vi aiuto in tutto ciò che posso, ma…
…ho bisogno di vedere da parte vostra buona volontà e spirito di adattamento
Aiutare qualcuno è una delle forme più belle di disponibilità che possiamo offrire. Significa mettere a disposizione tempo, energie, esperienza e, spesso, anche tanta pazienza. Significa esserci, cercare soluzioni, spiegare, accompagnare e, quando necessario, fare un passo in più per permettere all’altra persona di superare una difficoltà. Io sono disposto a fare tutto questo. Vi aiuto in tutto ciò che posso, con la massima disponibilità e cercando di venire incontro alle vostre esigenze. Ma c’è una cosa che non può mancare dall’altra parte: la buona volontà. Perché l’aiuto, da solo, non basta.
Aiutarsi significa anche venirsi incontro
Nessuno può fare il percorso al posto di un’altra persona. Possiamo indicare una strada, tendere una mano, semplificare un problema, trovare alternative e cercare insieme la soluzione migliore. Ma poi bisogna avere anche la volontà di mettersi in gioco, di provare, di ascoltare e, soprattutto, di adattarsi quando le circostanze lo richiedono. Non sempre le situazioni possono essere esattamente come le immaginiamo. A volte bisogna cambiare programma, modificare le proprie abitudini o accettare una soluzione diversa da quella inizialmente pensata. Non significa rinunciare alle proprie esigenze, ma avere quella flessibilità necessaria per trovare un punto d’incontro. Lo spirito di adattamento significa non pretendere che tutto si adatti a noi, ma essere disponibili ad adattarci anche noi alle circostanze.
La buona volontà si vede nelle piccole cose
La buona volontà non significa fare tutto perfettamente. Significa provarci, ascoltare un consiglio, fare uno sforzo in più, accettare una modifica, cercare di capire le ragioni dell’altro invece di fermarsi davanti alla prima difficoltà. A volte basta davvero poco per dimostrare che dall’altra parte c’è la volontà di collaborare: “Va bene, proviamo così”, “Mi organizzo”, “Cerco di adattarmi”, “Dimmi come posso fare”. Sono parole semplici, ma dimostrano un atteggiamento completamente diverso. Significano che l’aiuto ricevuto non viene considerato come qualcosa di dovuto, ma come un’opportunità da valorizzare.
Non si può dare senza ricevere collaborazione
Essere disponibili non significa poter risolvere ogni problema al posto degli altri. Chi aiuta ha bisogno di sentire che il proprio impegno viene accompagnato da un minimo di collaborazione. Altrimenti, anche la più grande disponibilità rischia di trasformarsi in fatica e frustrazione. Se io faccio il possibile per venirvi incontro, mi aspetto che anche voi facciate il possibile per venirmi incontro. Non chiedo la perfezione, non chiedo che tutto sia facile e non chiedo nemmeno che accettiate sempre ciò che propongo. Chiedo semplicemente buona volontà, collaborazione e un po’ di spirito di adattamento. Perché una relazione, un rapporto di lavoro, un percorso condiviso o qualsiasi situazione nella quale ci si debba aiutare funziona quando entrambe le parti fanno la propria parte.
La disponibilità deve essere reciproca
C’è una grande differenza tra aiutare e sostituirsi completamente a qualcuno. Aiutare significa mettere l’altro nelle condizioni di poter andare avanti; sostituirsi significa fare tutto al suo posto. La prima cosa costruisce autonomia, la seconda rischia, nel tempo, di creare dipendenza. Per questo, quando offro il mio aiuto, non lo faccio per togliere a qualcuno ogni responsabilità. Lo faccio per rendere più semplice il cammino, per offrire un sostegno e per cercare insieme una soluzione. Ma il resto deve arrivare anche dall’altra parte. Io metto a disposizione quello che posso. Voi mettete a disposizione la vostra volontà.
Adattarsi non significa arrendersi
A volte la parola “adattamento” viene interpretata negativamente, quasi significasse accontentarsi o rinunciare alle proprie necessità. Non è così. Adattarsi significa essere abbastanza intelligenti e flessibili da capire che non tutto può andare secondo i nostri piani. Significa sapere quando è il momento di essere rigidi e quando, invece, è più utile cercare una strada alternativa, soprattutto tenendo conto della situazione che avete da risolvere. Una soluzione diversa da quella immaginata inizialmente non è necessariamente una soluzione peggiore. Anzi, molto spesso è proprio grazie alla capacità di adattarsi che troviamo possibilità che prima non avevamo considerato.
In fondo, è una questione di rispetto
Quando qualcuno ci offre il proprio tempo, la propria disponibilità e le proprie energie, rispettare quell’impegno significa anche dimostrare di voler collaborare. Non si tratta di fare un favore a chi ci aiuta, ma di riconoscere il valore del suo impegno. Io continuerò ad aiutarvi in tutto ciò che posso. Cercherò di trovare soluzioni, di venirvi incontro e di rendermi disponibile ogni volta che sarà possibile. Ma ho bisogno di vedere anche da parte vostra la volontà di collaborare.
Abbiamo tutti esigenze, difficoltà, limiti e imprevisti. Nessuno pretende che tutto sia semplice. Ma quando c’è buona volontà, quasi sempre si può trovare una strada. Quando c’è spirito di adattamento, si possono superare molti ostacoli. E quando entrambe le parti sono disposte a venirsi incontro, anche le situazioni più complicate possono diventare più semplici.
Io faccio la mia parte. Fate anche voi la vostra. Perché aiutarsi davvero non significa che uno fa tutto e l’altro riceve. Significa camminare insieme, ognuno mettendo a disposizione ciò che può.