Il Prezzo del Male: Vendetta Senza Giusto Motivo

22 Maggio 2026 0 Di tipsandtricks

Chiedere un incantesimo finalizzato a nuocere a un’altra persona, senza una giustificazione etica o difensiva, è l’errore più grave che un operatore possa commettere. In questo contesto, la responsabilità non è un concetto astratto, ma una legge energetica ineludibile: chi ordina il danno, ne diventa il primo destinatario. Non spetta all’operatore decidere se la vostra causa sia giusta o meno; la magia non è un tribunale e non valuta le vostre ragioni personali, ma risponde esclusivamente alla frequenza dell’intenzione. Se l’intento è puramente distruttivo, l’energia che viene evocata non si dirige verso il bersaglio come un proiettile, ma si riflette immediatamente su chi ha richiesto l’azione, creando un circuito di retroazione negativa.

La convinzione che si possa “scaricare” la propria rabbia o il desiderio di vendetta su un altro senza conseguenze è un’illusione pericolosa. Quando si richiede un lavoro di magia nera o di danno, si sta essenzialmente chiedendo di violare il libero arbitrio e l’equilibrio naturale di un essere umano. L’universo, per mantenere l’ordine, compensa questa violazione con un contraccolpo sproporzionato. Il danno che si immagina di infliggere all’altro, spesso si materializza nella vita del committente sotto forma di sfortuna improvvisa, malattie psicosomatiche, perdita di stabilità economica o isolamento sociale. Più intenso è il desiderio di ferire, più violento sarà il rimbalzo energetico.

L’operatore che esegue il rituale non è un esecutore cieco che può essere accusato se le cose vanno male; è un canale. Se l’acqua che passa attraverso il canale è velenosa, il veleno torna alla sorgente. Nessuna formula, nessun sigillo e nessuna protezione possono schermare il richiedente dalle conseguenze di un atto di malevolo arbitrio senza giustificazione. La responsabilità è totale e personale. Non esiste un “motivo valido” che possa giustificare la sofferenza inflitta gratuitamente; la difesa è un diritto, la vendetta è una scelta che porta alla rovina.

Chi decide di procedere senza sincerarsi della legittimità morale della propria richiesta sta giocando con il fuoco, convinto di poter controllare le fiamme. La realtà è che il fuoco consuma chi lo accende. Prima di chiedere qualsiasi intervento negativo, bisogna chiedersi se si è disposti ad accettare che tutto ciò che si invia al mondo torni indietro moltiplicato. Se la risposta è no, allora l’incantesimo non deve essere mai lanciato. La vera forza non sta nel distruggere il nemico, ma nel non permettere che il proprio odio diventi la propria condanna.

Ciò detto, specifico che io proteggo sempre chi si rivolge a me, purchè abbia motivi leciti, fondati e giusti. E questo non lo decido io, non sono nessuno per farlo. Lo decide chi richiede l’intervento, che deve farsi un esame di coscienza e capire se il suo interesse è ottenere giustizia o semplicemente assecondare la propria invidia. In poche parole, se vi pestano un callo, non potete agire come se vi avessero investiti, nemmeno se chi ha pestato il callo è per voi detestabile. Spero che capiate, e che non veniate poi a lamentarvi se le cose nella vostra vita vanno male.